CRESCITA PERSONALE

CHE COS’E’ IL VIAGGIO?

Che cos’è il viaggio? Se cerchi questa parola sul dizionario, la definizione che ti viene data è “trasferimento da un luogo a un altro, effettuato con uno o più mezzi di trasporto”. Nulla di più vero: è senza dubbio uno spostamento da un posto in un altro. Ma non è solo questo, anzi. Personalmente provengo da una famiglia di non viaggiatori: sommando i voli di mia madre con quelli di mia sorella il risultato si potrebbe contare sulle dita di una mano, forse due. Non hanno mai avuto una propensione verso il viaggio se non per qualche visita turistica in qualche capitale. La loro regola? La durata massima del volo deve aggirarsi intorno alle 3 ore, non di più. A dirla tutta, a loro volare non piace proprio, preferiscono rimanere con i piedi per terra.

Brüllingsen, 2014

Una cosa che invece ci accumuna tutte e tre? Abbiamo attraversato periodi di vita burrascosi, quelli in cui ti senti come in una foresta piena di lupi, di notte e con un’incessante pioggia. È una sensazione che con il senno di poi ci ha permesso di crescere insieme e di vedere la vita con gli occhi della gratitudine invece che con quelli dell’odio. Ognuna di noi si è persa, è caduta, si è sbucciata e ha trovato il proprio modo per ritrovarsi. Oggi vi parlo del mio: il Viaggio.

In partenza per Bangkok

All’età di vent’anni ho fatto i bagagli e sono emigrata verso nord: esattamente in Germania, in un paesino di nome Brüllingsen, situato a nord-ovest e in cui si contano più animali che persone, dove gli autobus non passano e il colore predominante è il verde. La mia Mission sulla carta? Fare la ragazza alla pari in una famiglia composta da madre, padre, un bambino di 12 anni, un ragazzo di 17, quattro cani e una bomba che di lì a pochi mesi sarebbe esplosa. La separazione dei genitori…ma questa è un’altra storia. La mia, invece, non è altro che la storia di una ragazza ordinaria con un bisogno fortissimo: ritrovare se stessa. Sentivo la necessità di riconnettermi con il mio essere e soprattutto, sentivo la necessità di fare un viaggio più profondo del semplice trasferimento da un posto all’altro: un viaggio dentro me stessa.

I cani da portare a spasso in terra tedesca

Molti hanno pensato che la decisione di questo viaggio si trovasse in una fuga da una vita che non sentivo più mia e da un senso di malessere che, giorno dopo giorno, cresceva sempre di più. Non avevano hanno tutti i torti. L’idea di spostarmi in un posto nuovo, con facce nuove, abitudini nuove e di ricominciare “da capo” non mi dispiaceva affatto.

Non ti dirò che è stato subito rose e fiori, né che non abbia pensato più volte di tornare indietro. Quando vai a vivere in un altro paese, in un’altra famiglia, quando invece che cenare alle 20 ti ritrovi seduta al tavolo alle 18, quando la tua camera non è quella con le tue cose ma uno spazio anonimo dotato di un letto e un armadio, altrettanto anonimi, ti senti persa. Per di più ,quanto meno inizialmente: niente amici, niente famiglia, niente fidanzato, nel caso in cui tu lo abbia.

Il mio primo dipinto, monastero buddista (Thailandia)

Tutti i rapporti che hai costruito in una vita intera, a casa tua, sembrano barcollare, compresi quelli più stretti. Però, c’è sempre un però, quei rapporti in realtà non si stanno sgretolando bensì rafforzando. Hai capito bene: rafforzando. La lontananza ti permette di fare un resoconto della tua vita, di capire davvero cos’hai costruito fin lì e di quali siano le persone che veramente ne fanno parte. Il viaggio è anche questo: perdere per ritrovare. Non temere o disperare, dopo la tempesta arriva sempre il sole e questa è la grande magia della vita!

La campagna attorno a Chiang Mai

Se inizialmente il viaggio l’ho vissuto come una fuga, successivamente, è diventato ossigeno: immergersi in culture e posti nuovi, conoscere gente da ogni angolo del mondo, provare sapori completamente diversi da quelli a cui ero abituata, buttarmi in avventure in cui non avrei mai pensato di buttarmi, sono diventati un vero e proprio stile di vita (scopri altre avventure su Beyond Limits Stories). Dopo la Germania, è venuto il momento di Londra, poi di Tenerife e infine della Thailandia. Tutti questi posti mi hanno tolto tanto, hanno scardinato abitudini a cui ero aggrappata con le unghie e con i denti, hanno eliminato le mie “tossine”, restituendomi , centuplicato, ciò che pensavo mi avessero tolto. Ebbene sì, in realtà non mi stavano togliendo niente, stavano solo facendo posto a ciò che sarebbe arrivato. E per accoglierlo, c’era bisogno di spazio, tanto spazio.

Il viaggio è stata la mia cura, il mio antidoto più potente contro un dolore che mi stava divorando ed è proprio grazie al viaggio che sono rinata. Sono estremamente convinta che nulla accada per caso e che ogni cosa, situazione, persona incontrata sia un dono prezioso da cui imparare qualcosa.

Ho vissuto la separazione dei miei genitori ospitanti pochi mesi dopo il mio arrivo in Germania come ragazza alla pari, scoprendo l’amore che avevo dentro e che stavo tirando fuori per donarlo a chi, in quel momento, ne aveva bisogno. Ho vissuto per un anno in un paesino grande quanto la piazza della mia città natale, scoprendo l’amore per la natura e il suo potere lenitivo.

Sono stata in una metropoli in cui ci sono nove volte gli abitanti di Bologna, dove le linee della metro sembrano infinite, i ritmi sono sfrenati e la notte esiste solo perché cala il buio, non perché la città realmente si fermi. Successivamente mi sono spostata in un altro continente,ad Est, in Asia. Sono partita da Bangkok, dove le fermate del bus la maggior parte delle volte sono segnalate con delle sedie, dove ci sono più motorini che persone, dove i sorrisi sono all’ordine del giorno.

Prima volta alla guida di un Tuk Tuk (Bangkok)

Mi son immersa per due settimane in un monastero buddista. Se ti stai chiedendo come ci sono arrivata, fatti un giretto su worldpackers. Ho pitturato per la prima volta in vita mia, guidato un tuk-tuk (vedi foto sopra) e attraversato il nord della regione con bus notturni. Sono arrivata a piangere di gioia nel vedere cascate imponenti e nell’ammirare tramonti mozzafiato, ho conosciuto persone che hanno contribuito a rendermi la persona che sono. Ho fatto questo e tanto altro e tanto altro farò ancora. Viaggia, viaggia più che puoi. Non importa che tu vada dietro l’angolo o dall’altra parte del mondo. Apriti, apriti a te stessa e fai il viaggio più bello che tu possa fare su questa terra: “alla scoperta di te stessa”.


Sembrerà banale e scontata come frase, ma ad oggi, posso assolutamente affermare che: quando parti, non torni mai come sei partito. Perché ci sono viaggi da cui non torni del tutto. Sono quelli più importanti. Quelli che ti cambiano. Quelli che dopo, non è più uguale. Dopo è diverso. Tu sei diversa. E sono i viaggi che ti racconterai più spesso. Sorridendo oppure no. Ma con gli occhi bagnati d’emozione. Perché, dopo viaggi così, sei migliore. Sei migliore comunque.

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